Presentazione

Nel corso di alcuni anni Lorenzo Citti e Angela Dati, appassionati di fotografia e di storia cittadina, hanno censito e fotografato entro la cinta muraria di Lucca circa 130 stemmi, posti su palazzi, chiese ed edifici, spesso collocati sopra i portali d’ingresso o sulle facciate e appartenenti a famiglie rappresentative dell’oligarchia politica ed economica dello stato lucchese o ad enti religiosi e laici.

Da questo lavoro, che certamente non è da considerarsi esaustivo anche perché concepito soprattutto dalla necessità di evidenziare le problematiche conservative di questi manufatti esposti all’aperto e frequentemente privati della considerazione che meriterebbero, è nata l’idea di una mostra, attraverso la quale, grazie a questi segni, si può ripercorrere la storia della città e delle famiglie di origine più o meno antica che contribuirono a dare a Lucca l’immagine urbana che oggi vediamo. Marmo bianco di Carrara, marmo di Santa Maria del Giudice, arenaria, macigno, pietra serena e terracotta: questi i materiali con cui sono stati realizzati gli stemmi eseguiti spesso da anonimi lapicidi ma, per alcuni connotati stilistici individuati, da ricondurre alle botteghe locali più qualificate, da Jacopo della Quercia, ai Civitali fino agli scultori impegnati nell’esecuzione degli ornati delle mura cittadine fra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.

La mostra espone pannelli fotografici e informativi che invitano il visitatore a ripercorrere i terzieri alla scoperta di questi segni; un touch screen consente in mostra a ciascuno di costruire un personale itinerario da percorrere poi a piedi in città con la possibilità di rivedere sui propri supporti digitali, collegandosi al sito http://marmiblasonati.luccamuseinazionali.it, i medesimi contenuti presenti in mostra.

Sono infine esposti alcuni esempi di stemmi in pietra, in marmo, in ceramica provenienti dalla città e in deposito nei Musei nazionali di Lucca. La visita alla mostra e alla città si arricchisce inoltre di un itinerario nel Museo di Villa Guinigi: nel monumentale scalone d’ingresso, lungo le cui pareti sono murati stemmi di famiglie appartenenti alla nobiltà lucchese, e nelle sale del Museo ricche di opere la cui esecuzione si deve proprio alla committenza aristocratica cittadina sottolineata dalla presenza dell’arme familiare.